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Ripresa voli in parapendio biposto – informazioni Covid19

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Siamo lieti di annunciare che i voli in parapendio biposto potranno riprendere!

A seguito della sospensione a causa dell’emergenza Covid-19, per poter effettuare i voli tandem dobbiamo prendere alcune precauzioni per poter garantire a voi e a noi la maggiore sicurezza possibile in termini di limitazioni del contagio.

A tal proposito ci teniamo a comunicarvi che tutte le attrezzature che verranno utilizzate (casco, imbrago ed eventuali telecamere) verranno disinfettate dallo staff dopo ogni utilizzo con appositi prodotti, inoltre, ad ogni passeggero, verrà fornita una cuffia sottocasco monouso da indossare obbligatoriamente. Non verranno accettate persone con temperatura corporea superiore a 37.5 gradi.

Per poterci attrezzare per seguire le suddette linee guida, vi chiediamo ancora un poco di pazienza, pertanto le prenotazioni saranno riaperte dal 15 giugno 2020 in avanti.

Grazie per la comprensione!

Team ParaWorld

Vademecum FIVL per il volo libero

AL FINE DI CHIARIRE LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ DI VOLO LIBERO – COVID 19, FIVL, supportata dal parere dei suoi legali e dal Consiglio Direttivo, ha emanato il presente VADEMECUM.

POSSO SVOLGERE ATTIVITA’ DI VOLO LIBERO?

Il DPCM in vigore alla data di pubblicazione del presente vademecum, autorizza lo svolgimento dell’attività di volo libero (parapendio e deltaplano) trattandosi di “attività sportiva”. Lo sport del “volo libero”, essendo disciplina CONI, è indubitabilmente disciplina sportiva.

E’ autorizzato anche lo spostamento in auto (o con mezzo pubblico) per raggiungere il luogo di svolgimento dell’attività sportiva e ciò nei limiti e con l’osservanza di quanto prescritto nel DPCM. 

Non è in ogni caso permesso lo spostamento fuori Regione di appartenenza sino a nuove disposizioni governative. Regioni e Comuni possono imporre limiti più restrittivi: ogni pilota ha l’obbligo di informarsi sull’esistenza di tali eventuali limitazioni vigenti nella propria zona di residenza o domicilio. Si consiglia vivamente (nello spirito del DPCM), se possibile di recarsi in un luogo di volo più prossimo alla propria residenza o domicilio.

Per ulteriori delucidazioni, facciamo riferimento ai pareri già pubblicati nel sito della FIVL.

DEVO AVERE UN TESSERAMENTO?

Ai fini dello svolgimento dell’attività sportiva non è necessario essere tesserati ad una ASD (o società sportiva) aderente al CONI o ad un Aeroclub, né è necessaria la “tessera FAI”. 

Prendendo esempio da altri sport, in bicicletta può andare sia il tesserato che il semplice amatore. La distinzione tra sportivo “agonista” o “dilettante” è inconferente e non prevista dal DPCM, a previsione del quale tutti sono ugualmente sportivi e possono praticare lo sport.

GLI ATLETI PROFESSIONISTI O DI INTERESSE NAZIONALE?

Gli atleti di interesse nazionale e professionisti sono ulteriormente disciplinati per quanto riguarda stage e allenamenti, per questo aspetto vi invitiamo a fare riferimento alla Lega Piloti che cura quest’ambito del nostro sport. In ogni caso, allo stato attuale non ci constano professionisti o atleti di interesse nazionale che non siano già ad oggi coordinati dalla lega Piloti. 

Se, in pratica, non siete iscritti o non sapete cos’è la Lega Piloti, automaticamente non siete atleti di interesse nazionale. Infatti quando il DCPM parla di “professionisti” non si riferisce a bipostisti ed istruttori, ma ad atleti che traggono un compenso economico a fronte dei loro risultati sportivi, mentre gli atleti di interesse nazionale sono tali esclusivamente per i loro risultati agonistici (attuali).

POSSO SVOLGERE ATTIVITA’ BIPOSTO?

Il biposto può essere svolto solo con i “congiunti” conviventi (non con i congiunti non conviventi, in quanto in tal caso è comunque fatto obbligo di distanziamento). Allo stato attuale, pertanto, l’attività di biposto non può generalmente essere praticata.

COME DEVO COMPORTARMI NEI SITI DI VOLO (DPI, sanificazioni, distanziamento ecc.)?

Per quanto attiene al comportamento in decollo ed atterraggio, l’utilizzo dei dispositivi (DPI), pulizia e sanificazione attrezzature, modalità di ritrovo nelle aree di volo ecc. si segnala che la Lega Piloti ha elaborato un eccellente un PROTOCOLLO che si raccomanda di seguire a tutti i club di volo ed ai piloti. 

Scaricabile al seguente link o sul sito web della Lega Piloti.

SONO ASSICURATO?

Tutti i piloti assicurati con polizza convenzionata FIVL sono assolutamente coperti, senza eccezioni, alle condizioni usuali di polizza e, dunque, senza rivalsa. Affermazioni discordanti in tema di assicurazione sono totalmente prive di fondamento. Qualora dovessero esserci sospensioni della copertura o limitazioni sarà cura di FIVL comunicarle con immediatezza. In assenza di tali comunicazioni, vi preghiamo di non rivolgere richieste di chiarimenti o rassicurazioni: sono inutili e fanno perdere prezioso tempo a chi sono rivolte. I piloti non assicurati con FIVL hanno l’onere di rivolgersi, in caso di dubbio, alla propria compagnia assicuratrice.

SONO UN AEROMOBILE?

Il DPR 133, il Regolamento Regole dell’Aria ENAC, SERA, definiscono parapendio e deltaplanoapparecchi per il volo libero”; gli apparecchi per il volo libero a loro volta, in forza della Legge 106/85 (art. 1 ed allegato) appartengono agli “apparecchi VDS”. 

L’art. 743 Cod. Nav e l’art. 1 della L. 106/85 affermano che a tali apparecchi non si applicano le disposizioni del codice della navigazione sugli aeromobili, ed esplicitamente quelle del Libro primo, Parte seconda del codice stesso. 

Del resto al volo libero risulta impossibile applicare anche la quasi totalità della rimanente parte del codice della navigazione aerea (il libro secondo, ad esempio, tratta di immatricolazioni, di imprese di navigazione aera, di equipaggi, di contratti per il personale di volo ecc. tutte cose che per il VL sono del tutto inapplicabili, irrilevanti ed ininfluenti … anche perché sono esplicitamente riferite proprio a quegli “aeromobili” (di cui all’art. 743 e segg.) che non sono “apparecchi VDS”.

Pertanto, essendo il Volo Libero soggetto ad una legge speciale che “deroga” al codice della navigazione aerea nella sua sostanziale totalità, noi per la legge siamo “Apparecchi VDS” e, più specificamente “apparecchi per il volo libero”. Quando un provvedimento giuridico vuole normarci, allora esso esplicita “apparecchio VDS” o “apparecchio per volo libero”. 

Quando ENAC si rivolge a noi vololiberisti ENAC ci chiama con il nostro nome giuridico “apparecchio per il volo libero” e non ci definisce semplicemente aeromobili, per evidenti ragioni di chiarezza e comprensibilità dei provvedimenti.

Invitiamo a non elucubrare o compiere speculazioni o interpretazioni limitative e fantasiose appellandosi al fatto che deltaplano e parapendio sono aeromobili a tutti gli effetti, con conseguenti conclusioni senz’altro fuorvianti, perché ciò genera incertezza in un momento delicato, nel quale di incertezze ve ne sono già sin troppe. In caso di dubbi sulla legislazione aeronautica vi invitiamo a consultare fonti autorevoli e qualificate in materia di diritto.

ESISTONO NOTAM CHE LIMITANO IL VOLO LIBERO PER Il COVID-19?.

Il “famoso” notam emanato in tema di Covid-19 non chiude spazi aerei. Esso riguarda le operazioni di volo da aeroporti ed aviosuperfici ed attiene a velivoli diversi da deltaplano e parapendio. 

Il volo libero, quello praticato da un pendio, vola da “qualsiasi area idonea” ai sensi dell’art. 6 del DPR 133/2010. “Area idonea” è una definizione giuridica ben precisa in quanto contenuta in un testo normativo (DPR 133), e dunque non è “aviosuperfice” (nemmeno occasionale), perché le aviosuperfici (anche occasionali) sono disciplinate da altre normative inconferenti con il volo libero (salvi casi particolari).

Pertanto il NOTAM in questione non limita in alcun modo l’attività di volo libero.

Di conseguenza se si afferma: “… si ma il notam non ci ha esplicitamente esclusi”, si tratta di un commento illogico

Un eventuale divieto deve solo specificare cosa è vietato ed a chi è vietato, non deve affermare ciò che è permesso e a chi è permesso (altrimenti invece che pubblicare un notam si dovrebbero pubblicare interi volumi). 

Ad esempio il sindaco del vostro paese vieta il transito a mezzi di trasporto merci, ma voi avete solo la bicicletta; chiedete forse al sindaco: “è vietato anche per me? Perché non hai scritto che le bici possono?”. Il sindaco, se è gentile vi risponderà in modo garbato che è vietato solo ciò che lui ha scritto essere vietato (cioè transito ai camion), se è meno gentile vi rimanda a studiare alle scuole elementari.

Nota conclusiva: il presente vademecum è volutamente scritto in modo atecnico, al solo fine di favorire immediata comprensione a tutti in forma sintetica e di FAQ, evitando in tal modo di ingenerare ulteriore confusione che potrebbe nascere dall’uso di un – certamente più corretto, ma di minor comprensibilità – linguaggio giuridico ed aeronautico.

Pubblicato da FIVL – Torino – in data 4 maggio 2020

Avv. Luca Basso

Avv. Isabella Oderda

Il Presidente FIVL

Ennio Favero

Il Consiglio Direttivo FIVL

Il volo libero nella “Fase 2” ai tempi del coronavirus

Tempi duri per il volo libero questi!

Dopo uno stop forzato di circa 2 mesi, l’entusiasmo del tanto atteso momento di staccare finalmente i piedi da terra viene spento da mille dubbi che spiccano il volo (beati loro!)

Alcuni giorni dopo l’uscita del famoso DCPM 26 aprile 2020, siamo forse riusciti ad avere le idee un pò più chiare.

Mi faccio una bella autocertificazione e vado a volare!

ALT! posso muovermi, in macchina, a piedi, in bici? Posso uscire dal comune oppure no? Ma l’assicurazione?

Ad oggi sappiamo che:

“L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti.
È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti.
Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione.”

Fin qui tutto chiaro, alleghiamo anche in calce il nuovo modello di autocertificazione.

Fresca fresca di giornata è la notizia che le polizze stipulate in convenzione da FIVL con Benacquista rispondono, le coperture sono efficaci e non è possibile che ci sia alcuna rivalsa collegata ai recenti provvedimenti integrativi di riapertura “COVID” (Fase 2).

FIVL ci tiene a precisare che se l’assicuratore sospendesse od anche solo limitasse la validità di una polizza, sarà FIVL stessa a comunicarlo immediatamente e tempestivamente a tutti i suoi Soci con ogni mezzo idoneo. 

Quindi tutto ok, posso andare a volare!

ALT!

Giornata di grandi novità!

AeCI si è pronunciata oggi 4 maggio 2020 con una nota esplicativa che alleghiamo per farvi approfondire, ma in buona sostanza afferma che posso andare a volare con autocertificazione dichiarando “sessioni di allenamento per atleta” allegando la tessera FAI.

Il mistero si infittisce…..rimaniamo ancora di attesa di altre entusiasmanti note esplicative!

L’ Aero Club d’Italia chiede all’ ENAC un Tavolo Tecnico urgente per la ripresa delle attività di volo

Si riporta l’articolo AeCI del 30\04\20 che tratta la ripresa voli in Italia, rimaniamo in attesa di novità.

Dopo mesi di blocco delle attività aeronautiche a causa dell’emergenza epidemiologica, l’AeCI ribadisce la necessità di riprendere, pur con tutte le cautele di sicurezza del caso, le attività del volo da diporto e sportivo (VDS) e dell’ aviazione generale (AG).

Il settore aeronautico non commerciale, conta al suo interno migliaia di operatori che necessitano di ripartire al più presto per non pregiudicare in modo irreversibile l’intero sistema.

Preoccupante la situazione in cui versano i settori del VDS e dell’AG, senza i quali non è possibile dare continuità alla parte istruzionale e didattica svolta dalle scuole.

L’Aero Club d’Italia, pur comprendendo lo stato di difficoltà in cui si trova il paese in questo periodo, ha chiesto un incontro urgente con i vertici dell’ENAC, al fine di istituire un Tavolo Tecnico per l’esame e l’elaborazione di provvedimenti che consentano una celere ripresa dl’intero sistema.

Interpretazioni da parte di FIVL del DPCM 26 aprile 2020

Si riporta una prima interpretazione da parte degli avvocati della FIVL per cercare di chiarire la situazione volo libero in questo momento.

Ecco una interpretazione del Decreto del 26.4.20, redatta dagli avvocati Isabella Oderda e Luca Basso, nella quale si commentano le regole che dovremo probabilmente rispettare per poter volare.

Naturalmente ci aspettiamo che nei prossimi giorni le Regioni e lo stesso Governo escano con modifiche, deroghe, interpretazioni e dichiarazioni varie, di cui dovremo tener debito conto.
Nei giorni immediatamente precedenti all’entrata in vigore del Decreto, a “bocce ferme”, FIVL pubblicherà un aggiornamento, nella speranza che possa essere il più definitivo possibile.

Invitiamo tutti ad avere pazienza, è un momento di transizione… e occorre inoltre tenere presente che l’interpretazione di una qualunque Autorità (Carabinieri, Polizia, ecc…) può differire da queste indicazioni.

A seguito della pubblicazione del nuovo DPCM del 26.04.2020, essendoci giunte numerosissime richieste di chiarimento, provvediamo a fornire una prima risposta.

Ricordiamo che il decreto entrerà in vigore dal 4 maggio prossimo.
Non tutte le norme sono chiare e di facile interpretazione, dovendo il decreto essere letto e decodificato nella sua interezza, combinando le diverse previsioni normative. Pertanto ci riserviamo, alla luce di eventuali diverse interpretazioni, di modificare ed integrare quanto segue.

Prima di commentare il decreto, enunciamo le norme che riguardano lo svolgimento della disciplina sportiva di nostro interesse:

NORME ESSENZIALI

• Art. 1 Comma primo, punto 1): rimangono vietati gli spostamenti non giustificati da esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. È stata aggiunta la possibilità (con limiti) per andare a trovare congiunti, vale a dire parenti stretti.
• Art. 1 Comma primo, punto d): è vietata ogni forma di assembramento di persone, anche in luoghi privati
• Art 1, Comma primo, punto f): non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è invece consentito svolgere attività sportiva o attività motoria individualmente, a patto che si rispetti la distanza di almeno due metri.
• Art. 1, comma primo, punto g): sono sospese competizioni ed eventi sportivi. Sono permessi allenamenti solo per sportivi professionisti e solo per attività sportive e discipline CONI all’interno di impianti sportivi, con modalità che verranno definite.
• Art. 1, comma primo, punto u): sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori … centri ricreativi,
• Art. 1, coma primo, punto bb): sono sospese le attività di somministrazione alimenti e bevande …
• Art. 3 comma 2: obblighi sull’intero territorio nazionale di utilizzare protezioni alle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico … in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
• Art. 3 comma 4: L’utilizzo della mascherina si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (distanziamento e igiene delle mani), che restano invariate.
• Art. 10 comma 2: si continuano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle regioni, relativamente a specifiche aree del territorio regionale
• ALLEGATO 4 – Misure igienico sanitarie

COMMENTO

È permesso svolgere attività sportiva all’aperto con il distanziamento sociale e ciò anche al di fuori del proprio territorio comunale – purché all’interno del territorio regionale – ma non è permesso svolgere attività ludiche e ricreative.

Ci dobbiamo dunque anzitutto chiedere: Parapendio e Deltaplano sono attività sportive o sono semplici attività ludiche? Essendo il volo libero attività espressamente riconosciuta come “sportiva” dal CONI, che infatti annovera ufficialmente tra gli “Sport dell’Aria” deltaplano e parapendio, esso è senz’altro “attività sportiva”. Pertanto, atteso che ovviamente l’attività viene svolta all’aperto e che non si tratta di mera attività ludica, il volo libero sembra essere permesso dal nuovo DPCM del 26 aprile in vigore dal prossimo 4 maggio.

Tale attività deve essere svolta ovviamente in forma individuale (non dunque in biposto), con distanziamento di almeno 2 metri tra sportivi o tra sportivi e cittadini che non stanno svolgendo sport. In questo caso ovviamente si parla di distanziamento nelle zone di decollo e di atterraggio e negli avvicinamenti a tali zone (il distanziamento di almeno 2 metri in aria è ovviamente scontato).

Ciò posto, si pone il problema del raggiungimento del decollo e del “recupero” in atterraggio, con ritorno alla propria abitazione di residenza o al proprio domicilio.
A tale proposito permangono infatti i divieti di circolazione: spostarsi rimane vietato in ogni caso, salvo che per necessità lavorative, di approvvigionamento alimentare e per le necessità mediche. Pertanto è pacifico che non ci si può recare in auto (o con qualsiasi altro mezzo) nei siti di volo.

Sembrerebbe dunque consentita l’attività di hike & fly “pura”. Cioè in pratica partire da casa e raggiungere il decollo a piedi (attività motoria lecita), con il necessario distanziamento sociale e indossando, dove previsto, mascherina ed altri eventuali ulteriori presidi (anche a seconda di quanto disposto localmente).

Ci si deve chiedere tuttavia se anche lo spostamento a piedi, al fine di svolgere attività sportiva di volo, possa essere considerata vietata ai sensi dell’art. 1, punto 1. Infatti, il divieto di spostamento (se non per i fini consentiti di cui si è detto), non discrimina tra mezzi, cioè auto, moto, biciletta o gambe.

In questo caso, la risposta può presentare problemi, come stiamo per vedere. L’attività sportiva vera e propria, cioè quella riconosciuta dal CONI, è il volo libero, mentre l’attività di hiking con parapendio non è sport attualmente ufficialmente riconosciuto dal CONI. Pertanto il mero dato formale, semplice ed immediato, non è spendibile.

Facciamo un esempio: certamente si può, dal 4 maggio, svolgere attività di trail running. Si tratta di sport riconosciuto dal CONI. Ma se prendo la city bike per uscire dalla città, mi sposto per 15 km per raggiungere il luogo dove iniziare la corsa, e poi finalmente corro nel sentiero solitario, tale spostamento è permesso? 

A logica non lo è, perché equivale ad aver raggiunto lo stesso luogo in auto. 

Ci si espone, pertanto, alla possibilità di essere sanzionati.
Se trasportiamo la stessa identica logica di ragionamento al parapendio (con il deltaplano appare assai arduo portarsi il delta sulle spalle sino al decollo partendo da casa), allora prendere la “bici graziella” per andare in decollo sembra vietato.

Partendo invece a piedi con lo zaino in spalla non ci dovrebbero essere problemi nel sentiero che porta in decollo. 

Ma nel tratto per giungere all’attacco del sentiero? 

In quel momento stiamo facendo sport (lecito) oppure ci stiamo semplicemente “trasferendo” (illecito)?

Questa domanda merita un approfondimento, che speriamo sia chiarito dalle consuete linee guida diffuse dagli organi ufficiali. 

Nel frattempo ci permettiamo di offrire il ragionamento che segue.

Non esiste una definizione giuridica univoca di sport. 

Tale definizione è frammentata e ricavabile da una serie di documenti legislativi e giurisprudenziali. Ci si può rifare alla definizione della Carta Europea Dello Sport (1992): è “sport” … “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

Partire da casa con una sacca da parapendio sulle spalle dovrebbe pertanto rientrare nelle pratiche sportive, o comunque nelle pratiche motorie permesse, perché lo scopo è quello di svolgere un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della condizione fisica e psichica. 

Insomma nell’hike & fly lo spostamento in decollo è esso stesso a volte la parte più importante e divertente dell’attività in parola: per molti il parapendio serve solo a scendere dopo una bella ascensione (così è nato il parapendio e questo è parte della sua essenza). Inoltre, se gli eventi di hike & fly sono eventi sportivi (l’X-Alps è una semplice attività ludica o è sportiva? La risposta sembra scontata) perché uniscono l’alpinismo o comunque il running o l’hiking al volo (cioè combinano due attività senz’altro sportive), si tratta di attività che dovrebbe essere permessa.

Non dobbiamo dimenticare che la vera essenza del parapendio – e la ragione per la quale è nato e si è diffuso – consiste anche imprescindibilmente nel raggiungimento del decollo, che se fatto con le proprie gambe, è parte stessa dello sport del volo libero. Raggiungere il decollo con il metodo che attualmente è definito hike & fly è parte stessa dello sport ed è essa stessa attività sportiva.

Nella pratica, tuttavia, non è semplice immaginare la situazione nella quale si viene fermati in un centro cittadino con una sacca sulle spalle e si devono dare giustificazioni. Tale azione potrebbe essere interpretata come “spostamento illecito” ai sensi del DPCM 26.4.20. 

Il margine è molto sottile e, purtroppo, nella poca chiarezza del Decreto, alla fine l’interpretazione viene delegata al singolo pubblico ufficiale.

Si può immaginare che chi abita in un luogo di montagna, con il sentiero accanto a casa sua, non dovrebbe avere problemi. Per chi invece abita in città, è proibito spostarsi per “andare” a volare, con qualsiasi mezzo. Salvo che l’“andare a volare” non costituisca essa stessa un’azione sportiva o motoria in sé considerabile tale.
Per fare un altro esempio: partire da casa con la bici Graziella “per andare a volare” è uno spostamento che i possibili agenti potrebbero considerare non permesso (equivalente alla vettura). Ma partire con la bicicletta da corsa o con la mountain bike sembra consentito, perché tale attività è evidentemente essa stessa uno sport o comunque un’attività motoria.

Per quanto riguarda gli atleti professionisti, non si comprende intuitivamente la norma: il decreto, evidentemente, e non sappiamo quale altra interpretazione sia possibile, opera tale distinzione per quanto riguarda la fruizione di strutture per gli allenamenti non all’aperto, cioè all’interno di impianti sportivi (palestre, stadi, piste chiuse, campi da gioco, palazzetti dello sport ecc.). 

Insomma, lo sport all’aperto è permesso a tutti a mente del punto f), quello al chiuso o comunque dentro ad impianti sportivi o “campi sportivi” è invece fruibile solo da professionisti (quelli che ricevono un compenso per le loro attività agonistiche) o dagli atleti di interesse nazionale, che sono equiparati ai professionisti.

Non rileva dunque la tessera FAI, perché si fa sport di volo libero all’aperto indipendentemente dalla tessera o meno (lo sport è un’attività, non un documento): la tessera FAI eventualmente può avere un qualche significato nella differenziazione tra sportivi agonisti o non agonisti (ammesso che lo abbia, e a nostro parere non lo ha), ma tale differenziazione non è contemplata dal decreto, che distingue solo tra dilettanti e professionisti (e atleti d’interesse nazionale), che è ben altra cosa. 

Entrambi possono fare sport. I secondi all’interno di strutture e con determinate Linee Guida, non ancora pubblicate, mediante allenamenti. Pertanto potrebbero essere in qualche modo permessi degli “stage” di allenamento ad alto livello per gli atleti di interesse nazionale di delta e parapendio, ma bisognerà seguire le “Linee Guida” che devono ancora essere emanate ed esaminare le stesse per comprendere se sono compatibili ed applicabili.


Per ulteriore chiarimento, non è previsto dal decreto che si debba essere “tesserati” per svolgere attività sportiva, in quanto tale discriminazione non è stata prevista.

Ovviamente non è permessa, sino a data da determinarsi, alcuna forma di organizzazione di gare, campionati, eventi ecc. Sul punto nulla v’è da aggiungere, essendo oltremodo chiaro.

Non è permesso nemmeno fruire in gruppo di strutture chiuse come palestre piscine ecc. e centri ricreativi. Nemmeno è permessa la somministrazione di bevande ed alimenti. Pertanto, le “sedi dei club” si devono considerare chiuse non fruibili, così come i “baretti” presso le sedi stesse. 

Le aree di atterraggio, giocoforza all’aperto, possono essere utilizzate solo a fini strettamente sportivi rispettando il distanziamento e i presidi (mascherine ecc.). Una volta svolte le operazioni strettamente strumentali allo sport (ripiegare la vela), non si può sfruttare l’occasione per incontri, né tanto meno per assembramenti anche minuscoli di persone.
È indispensabile che in atterraggio ed in decollo non si formino dunque gruppi di persone. 

Pertanto è opportuno un notevole distanziamento e la riduzione sostanzialmente totale di qualsiasi contatto che possa apparire esternamente come una sorta di riunione o socializzazione. Il comportamento da seguire è riassumibile – sostanzialmente – in questa frase: “si può volare, ma come se non si avesse nessun amico”.

Per quanto riguarda i presidi – come ad esempio l’uso delle mascherine – le Regioni possono imporre misure più restrittive. Ognuno è tenuto ad informarsi per la sua area.

A proposito delle mascherine, è indispensabile indossarle in tutto il territorio nazionale. Dunque anche in decollo ed in atterraggio. Il DPCM 26.4.20, tuttavia precisa: “in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza”. 

Pertanto se si atterra da soli in un prato e non c’è nessuno nei dintorni, pare corretto affermare che l’indossare la mascherina non sia obbligatorio (mentre lo è averla con sé). In volo la mascherina può non essere indossata: appena decollati (sempre che in decollo non si sia soli) può essere tolta.

Sempre le Regioni possono imporre maggiori restrizioni e divieti, ma ciò, per come è scritto il decreto, non in tutta la regione, ma in aree specifiche delle regioni stesse. Non potendo conoscere dette restrizioni regione per regione, vi preghiamo di raccogliere ulteriori informazioni a questo proposito.

Infine una cosa scontata ma importante anche ai fini penali: se si ha sintomatologia respiratoria e febbre maggiore di 37.5° è assolutamente obbligatorio rimanere in casa in ogni caso e nessuna attività è possibile e/o permessa. Ovviamente nemmeno fare qualsiasi sport o attività motoria di sorta.

Isabella Oderda
Luca Basso

Sospensione attività parapendio biposto in applicazione delle norme per il contenimento del contagio da coronavirus

Visto il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri esteso al territorio nazionale riguardante le misure urgenti di contenimento del contagio da coronavirus (COVID-19) Leggi tutto “Sospensione attività parapendio biposto in applicazione delle norme per il contenimento del contagio da coronavirus”

Visto il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri esteso al territorio nazionale riguardante le misure urgenti di contenimento del contagio da coronavirus (COVID-19) Leggi tutto “Sospensione attività parapendio biposto in applicazione delle norme per il contenimento del contagio da coronavirus”