Corso SIV Niviuk Artik 3

Corso SIV, fare o non fare? Questo è il dilemma

Chi non si è mai posto questa domanda?

Abbiamo deciso di raccogliere qualche intervista per cercare di dare una risposta a questa domanda, in base a che tipo di pilota siete.

Oggi sentiremo l’opinione di Andrea, classe 1973, pilota “tranquillo”.

Ciao, sono Andrea e volo in parapendio da circa 12 anni.

Ho iniziato il corso base dopo un volo in parapendio biposto.

 

A differenza di molti miei compagni di volo per me non è stato amore a prima vista verso questa disciplina, ma guardavo il parapendio con pura curiosità mista a voglia di provare nuove emozioni. La passione è maturata più tardi, dopo aver preso un po’ di confidenza.

 

Le prime difficoltà le ho trovate nel decollare. Non è stato facile prendere coscienza da subito sulla tecnica esatta, anche perché ogni decollo e ogni giornata hanno caratteristiche diverse, quindi, tensione, adattamento e tecnica erano difficili da combinare.

 

Tuttavia, con parecchio esercizio sono riuscito quantomeno a decollare in sicurezza. Non a caso negli sport aerei, l’esperienza si valuta in ore di volo.

 

Mi ritengo un pilota “tranquillo”, cerco sempre di valutare i rischi prima di avventurami in situazioni che non conosco. Durante i voli di gruppo metto la giusta dose di competizione ma senza esagerare. Non mi piace gareggiare se non con me stesso, contro le mie paure e insicurezze cercando di superarle volo dopo volo.

Qualche anno fa ho partecipato ad un corso SIV e lo consiglio vivamente!

 

La decisione è arrivata dopo un clamoroso alberaggio a seguito di un’errata valutazione…per fortuna senza alcun danno se non psicologico.

In pratica volavo troppo vicino al pendio e per evitare di finire sugli alberi ho mandato in negativo il mio parapendio finendo appunto su di un albero!

Al corso SIV la manovra che più temevo era il “post Stallo”. Durante il corso base per il conseguimento del brevetto di volo, la parola stallo veniva associata a morte certa. 

Per cui, qualsiasi situazione in volo dove l’intervento del pilota era fondamentale la evitavo a priori, proprio per questo blocco psicologico, dettato dalla paura.

 

Questo condizionava notevolmente il mio modo di volare in parapendio, continuando a sbagliare e soprattutto tenendo le sempre le “chiappe strette”. Un brutto volare insomma!!

Durante il corso SIV, la naturalezza con la quale viene preso in esame il discorso e con la quale viene poi affrontato lo stallo, ha fatto sì che, non solo che sia diventata una manovra gestibile ma anche divertente e sicura; anzi, addirittura, oggi so che uno stallo potrebbe risolvere alcune complicazioni che potrebbero verificarsi durante un qualsiasi volo.

 

Voglio ringraziare un caro amico pilota, Raoul, che dopo il mio piccolo incidente mi ha consigliato, rassicurato e accompagnato al corso SIV. Lui ne aveva già fatto uno e questo sarebbe stato addirittura il secondo!

Il fatto di condividere questa esperienza forte a livello emotivo, ha contribuito a farci coraggio reciprocamente. La sera era bello scaricare l’adrenalina davanti ad una birra in compagnia di nuovi amici piloti, raccontandoci a vicenda le esperienze di volo e di vita.

 

Il corso SIV mi ha insegnato soprattutto che puoi volare in sicurezza solo dopo aver raggiunto la consapevolezza di quello che fai e che il brevetto base rimane un punto di partenza e MAI di arrivo.

Ciao!

                                                        Andrea

 

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