Niviuk Takoo 5

Le novità in casa Niviuk valgono doppio!

Per la stagione 2020-2021 la casa spagnola è pronta ad uscire sul mercato col nuovo Takoo 5, parapendio biposto!

Non sappiamo ancora molto, i dati certi sono quelli da manuale, 54 celle, allungamento da 5,5 punti e omologazione EN B. Sarà disponibile in 3 taglie ( 39 – 42 – 44 ) per coprire pesi da 110 kg fino a 239 kg.

Per il resto ci fidiamo di quanto dichiarato dalla casa madre; che definisce il Takoo 5 come una vela piacevole e precisa, con una linea più pulita, grazie alle tecnologie di taglio 3D e alla modellazione della struttura interna che la rendono più stabile e performante in volo. 

Migliorati anche il decollo e l’atterraggio.

Le linee, rispetto al Takoo 4 sono state ridotte del 9% e il sistema ELS (Ear Lock System), il sistema che permette di bloccare le orecchie senza doverle tenere con le mani, è stato migliorato con l’inserimento di più step di regolazione in modo da modulare le dimensioni delle orecchie in base alla necessità.

Disponibile in 4 colori, che personalmente non ci fanno impazzire, ma il design ricorda la Icepeak X-One, il che fa molto figo e con qualche centinaio di euro in più, anche i più noiosi come noi, troveranno soddisfazione.

Per maggiori info potete rivolgervi all’importatore InfinityFly

Non vediamo l’ora di provarlo in volo per una recensione più completa e precisa.

Stay tuned! ✌️

Ozone Delta 4

Cayenne 6 ti aspetto fuori!

E già…grandi aspettative sul campo di battaglia EnC

In attesa delle ultime omologazioni, pronto a spiccare il volo c’è il nuovo Delta 4! A soli 3 anni dal lancio del suo predecessore, mamma Ozone promette il più ampio guadagno di prestazioni nella storia della serie Delta, mantenendo tutto il comfort e la facilità d’impiego che hanno fatto di questa serie la vela di classe sport più venduta di sempre.

A quanto pare di questi tempi la battaglia delle prestazioni si combatte sulla ridistribuzione dei carichi attraverso lo schema del fascio ed ecco che sul Delta 4 la tecnologia a 2-linee degli stabilo, riduce in modo consistente la resistenza aerodinamica e migliora la distribuzione della portanza lungo l’apertura alare.

E’ stato anche applicato un nuovo profilo con minore resistenza di forma, derivato dalla serie Mantra, con bocche dei cassoni più piccole ed una maggiore efficienza.

Se i centimetri contano, il Delta 4 possiede un enorme vantaggio, +12cm/s sul tasso di caduta rispetto al Delta 3. (Rocco, aspetto fuori anche te !)

In turbolenza pare che il vantaggio sia anche maggiore, perché il Delta 4 taglia la turbolenza usando le raffiche per guadagnare quota, in maniera molto simile ad una vela da gara.

Sulla velocità massima il Delta 4 guadagna ben 3 km\h rispetto al Delta 3.

Il nuovo sistema ACR, che non ha nulla a che vedere con l’azione cattolica, deriva dalla serie Mantra e stà per Active Control Risers, in pratica consente un totale controllo dell’angolo d’incidenza su tutta la gamma di velocità, senza andare a deformare la curvatura del profilo (camber). Il sistema ACR agisce sulle linee B e C fornendo un controllo da vela 2-linee ma con il comfort di un progetto 3-linee.

Il Delta 4 possiede una struttura molto rigida, quindi è molto resistente ai collassi, anche alla velocità massima in turbolenza.

Il comportamento dopo un collasso è dichiarato come il più mansueto dell’intera serie Delta. Questo traguardo è stato raggiunto mantenendo un allungamento relativamente basso, 6.05 contro i 6 del Delta 3, migliorando la struttura e l’architettura delle linee, ed ottimizzando lo svergolamento della vela.

I collaudi hanno dimostrato una bassa tendenza a picchiare o ruotare dopo una chiusura asimmetrica, senza rigonfiaggi impulsivi. Il comportamento nelle chiusure frontali, invece è eccellente con un immediata riapertura.

Non manca ovviamente lo Shark Nose profile, che rende la vela resistente al negativo ed allo stallo e può essere volata in sicurezza alla minima velocità, rendendo facili, per una vela di questa classe,  i top-landings o gli atterraggi in spazi ristretti.

I freni sono lineari e precisi nella prima parte dell’escursione ed efficaci nella seconda.

Una robusta struttura lungo la corda alare ed un’elevata coesione della vela restituiscono un’eccitante sensazione di agilità e di coordinamento sul rollio e l’imbardata.

Il Delta 4 è indicato per piloti intermedi o avanzati che volano 50-100 ore l’anno ed hanno esperienza di SIV.

Grazie alla sua semplicità d’impiego ed all’elevato livello di sicurezza passiva, è molto adatto anche per piloti che salgono dalla categoria inferiore.

I piloti più esperti che vogliono volare con un più ampio margine di sicurezza troveranno nel Delta 4 un soddisfacente mezzo per il cross con prestazioni da leader della sua classe.

Un pò di dati tecnici per gli appassionati… 

Materiali

  • Tessuto estradosso: Dominico 30D
  • Tessuto intradosso: Dominico 20D
  • Centine: Porcher 9017 E29 (hard)
  • Linee: Edelrid 8000U serie
TaglieXSSMSMLLXL
Numero di cassoni666666666666
Superficie proiettata (m2)16.418.419.620.721.823.4
Superficie reale (m2)19.321.723.124.425.727.6
Apertura proiettata (m)8.529.049.339.599.8410.19
Apertura reale (m)10.8111.4611.8312.1612.4712.92
Allungamento proiettato4.44.44.44.44.44.4
Allungamento reale6.056.056.056.056.056.05
Corda media (m)2.252.382.462.532.62.69
Peso vela (kg)4.454.795.015.265.455.76
Range di peso certificato (kg)58-7065-8575-9585-10595-115110-130
Range di peso consigliato(kg)60-7070-8482-9490-104100-114112-128
EN / LTF  CC  

Questo è quanto dichiarato da mamma Ozone, ci risentiamo presto per una prova sul campo!

Stay Tuned ✌️

Promozione ParaWorld F*ckCovid19!

Facciamo decollare il 2020!

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Skywalk Cayenne 6 – Coming Soon!

In questi tempi bui di quarantena siamo tutti in attesa di uscire, proprio come il nuovo Skywalk Cayenne 6! Ebbene si, Skywalk sta per lanciare sul mercato la sesta generazione del Cayenne…Sarà all’altezza del suo predecessore?!

Il momento del Cayenne 6 si avvicina, ma per ora non sappiamo molto, le notizie che sono trapelate da casa Skywalk sono poche. Sappiamo solo che avrà 70 celle, un allungamento di 6,43 punti e i colori che possiamo vedere nelle foto.

Per il resto ci fidiamo di quanto dichiarato dalla casa madre; il Cayenne 6 rispetto al suo predecessore ha una minore pressione sui comandi, con una corsa leggermente maggiore,  che si traduce in confortevoli voli XC

Il temperamento è più tranquillo, specialmente in aria turbolenta, dalla casa dichiarano anche una maggiore stabilità, rendendo più semplice sfruttare appieno le sue prestazioni.

Il lancio sul mercato del nuovo Cayenne 6 è previsto in aprile 2020, ma data la situazione globale probabilmente subirà dei ritardi…

Comunque non disperatevi, per i più ansiosi è già possibile effettuare il pre-ordine presso mamma Skywalk!

Sarà quindi questa vela la punta di diamante della classe C?!

Al momento non possiamo dirlo, non vediamo l’ora di provarlo in volo per una recensione più completa e precisa…

Stay tuned! ✌️

Corso SIV Niviuk Artik 3

Corso SIV, fare o non fare? Questo è il dilemma

Chi non si è mai posto questa domanda?

Abbiamo deciso di raccogliere qualche intervista per cercare di dare una risposta a questa domanda, in base a che tipo di pilota siete.

Oggi sentiremo l’opinione di Andrea, classe 1973, pilota “tranquillo”.

Ciao, sono Andrea e volo in parapendio da circa 12 anni.

Ho iniziato il corso base dopo un volo in parapendio biposto.

 

A differenza di molti miei compagni di volo per me non è stato amore a prima vista verso questa disciplina, ma guardavo il parapendio con pura curiosità mista a voglia di provare nuove emozioni. La passione è maturata più tardi, dopo aver preso un po’ di confidenza.

 

Le prime difficoltà le ho trovate nel decollare. Non è stato facile prendere coscienza da subito sulla tecnica esatta, anche perché ogni decollo e ogni giornata hanno caratteristiche diverse, quindi, tensione, adattamento e tecnica erano difficili da combinare.

 

Tuttavia, con parecchio esercizio sono riuscito quantomeno a decollare in sicurezza. Non a caso negli sport aerei, l’esperienza si valuta in ore di volo.

 

Mi ritengo un pilota “tranquillo”, cerco sempre di valutare i rischi prima di avventurami in situazioni che non conosco. Durante i voli di gruppo metto la giusta dose di competizione ma senza esagerare. Non mi piace gareggiare se non con me stesso, contro le mie paure e insicurezze cercando di superarle volo dopo volo.

Qualche anno fa ho partecipato ad un corso SIV e lo consiglio vivamente!

 

La decisione è arrivata dopo un clamoroso alberaggio a seguito di un’errata valutazione…per fortuna senza alcun danno se non psicologico.

In pratica volavo troppo vicino al pendio e per evitare di finire sugli alberi ho mandato in negativo il mio parapendio finendo appunto su di un albero!

Al corso SIV la manovra che più temevo era il “post Stallo”. Durante il corso base per il conseguimento del brevetto di volo, la parola stallo veniva associata a morte certa. 

Per cui, qualsiasi situazione in volo dove l’intervento del pilota era fondamentale la evitavo a priori, proprio per questo blocco psicologico, dettato dalla paura.

 

Questo condizionava notevolmente il mio modo di volare in parapendio, continuando a sbagliare e soprattutto tenendo le sempre le “chiappe strette”. Un brutto volare insomma!!

Durante il corso SIV, la naturalezza con la quale viene preso in esame il discorso e con la quale viene poi affrontato lo stallo, ha fatto sì che, non solo che sia diventata una manovra gestibile ma anche divertente e sicura; anzi, addirittura, oggi so che uno stallo potrebbe risolvere alcune complicazioni che potrebbero verificarsi durante un qualsiasi volo.

 

Voglio ringraziare un caro amico pilota, Raoul, che dopo il mio piccolo incidente mi ha consigliato, rassicurato e accompagnato al corso SIV. Lui ne aveva già fatto uno e questo sarebbe stato addirittura il secondo!

Il fatto di condividere questa esperienza forte a livello emotivo, ha contribuito a farci coraggio reciprocamente. La sera era bello scaricare l’adrenalina davanti ad una birra in compagnia di nuovi amici piloti, raccontandoci a vicenda le esperienze di volo e di vita.

 

Il corso SIV mi ha insegnato soprattutto che puoi volare in sicurezza solo dopo aver raggiunto la consapevolezza di quello che fai e che il brevetto base rimane un punto di partenza e MAI di arrivo.

Ciao!

                                                        Andrea

 

Parapendio, quale colore scegliere?!

E’ arrivato il momento di cambiare la tua vela da parapendio?!

E ora cosa prendo? Rimango sulla mia categoria? Avanzo? o forse meglio fare un passo indietro?

Potrei prendere un bel B, che va come un C, però è omologato in A, ma effettivamente è un D…

Lasciamo questo articolo per la prossima quarantena, oggi cercheremo di affrontare una scelta che tante volte viene lasciata al caso, vuoi per fretta o per noncuranza… di che colore volete il vostro piumaggio?!

Partiamo dal principio. 

Il colore della tua vela da parapendio, può fare la differenza in termini di visibilità. Le vele colorate, più luminose, sono generalmente più visibili di quelle più scure (non mi sfugge nulla!). In caso di incidente in un luogo remoto (🤘), una vela più luminosa potrebbe aumentare le possibilità di essere individuata dai servizi di emergenza.

I fattori più importanti per evitare una collisione a mezz’aria nei cieli affollati rimangono sempre il buon senso e l’essere sempre vigili. Tuttavia, c’è la possibilità che il colore del parapendio possa fare la differenza quando il cielo è affollato e dobbiamo guardare in tutte le direzioni contemporaneamente, usando molto anche la visuale periferica.

Le vele più difficili da individuare in avvicinamento hanno un bordo d’attacco nero o blu, che non riflette alcuna luce e si fonde con qualsiasi terreno scuro. I bordi bianchi invece, sono difficili da individuare all’orizzonte o in compagnia delle nuvole.

 

È abbastanza ovvio che su uno sfondo verde-blu, il rosso e l’arancione si distinguono fortemente, perché sono colori complementari sulla ruota dei colori (lato opposto).

Ora arriviamo al punto…

IL COLORE INFLUISCE SULLA VITA DEL TESSUTO?

Ozone dice: “Ci viene spesso chiesto quali colori durano più a lungo o hanno la migliore resistenza ai raggi UV. Tutti i colori che forniamo hanno un punteggio di durata tra 4 e 5 su una scala da 1 a 5, con 5  punteggio massimo per la longevità.” 

Anni fa si è verificato un problema con la stabilità dei colori fluorescenti, ma le procedure di produzione sono cambiate negli ultimi anni.

Supair, invece, ci dice che: “gli effetti dell’invecchiamento sono generalmente più pronunciati sui colori chiari”. Ciò è dovuto all’alterazione (sbiadimento) del colore nel tempo, ma la conservazione dello strato di rivestimento è ciò che determina la porosità – quindi prenditi cura della tua vela, specialmente quando ti trovi su decolli con superfici abrasive come i tappeti e tieni la vela lontana dal sole quando non in uso.

Quindi, nella maggior parte dei casi il colore della vela potrebbe non fare alcuna differenza. Un pilotaggio distratto può causare sicuramente più problemi, anche se la tua vela è arancione. Inoltre oggi difficilmente vengono prodotte vele monocromatiche (vero Bruce?!) a meno che non sia tu a richiederla…non farlo! Costa anche 200€ in più il colore personalizzato!

Alla fine pare che spetti a te decidere quale colore scegliere, in base alle tue preferenze e priorità personali!

Stay tuned! ✌️

Corso SIV Niviuk Hook 2

Corso SIV, fare o non fare? Questo è il dilemma

Chi non si è mai posto questa domanda?

Abbiamo deciso di raccogliere qualche intervista per cercare di dare una risposta a questa domanda, in base a che tipo di pilota siete.

Oggi sentiremo l’opinione di Stefano, classe 1971, pilota “conservativo”.

Volo dal 2006 e sono sempre stato un volatore conservativo.

Ho iniziato da “grande”, avevo già perso l’incoscienza della gioventù. Spesso penso di eccedere troppo nella prudenza (o forse credo troppo poco nelle mie possibilità), ma ogni tanto qualche bel volo esce anche a me.

Quando ho preso la decisione di cominciare a volare, avevo amici che volavano, sono stato incuriosito subito. All’inizio pensavo fosse un’ attività più estrema, ed ero troppo preso a fare altro. Poi mi sono deciso e ho smesso di fare altro. La parte più pesante per me è stata la logistica. Ho frequentato il corso presso il parapendio club di Cavallaria, con sede a Baio Dora, frazione di Borgofranco d’Ivrea (TO).

Andare a Cavallaria , per me, è stato un bell’ impegno, anche se all’epoca era il posto più comodo per me.

Durante il corso, mi capitava di andare anche durante la settimana e percorrere circa 300 km fra andata e ritorno, spesso da solo.
All’inizio, durante la prima fase, “i campetti”, pensi che non ce la farai mai a sollevare la vela correttamente, a controllarla, ecc. ecc. (penso come tutti e in tutte le cose). Poi un giorno scatta qualcosa e sei pronto per il tuo primo volo.


Non ho mai pensato di non farcela, ma sono sempre stato rispettoso del volo e del rischio che può comportare prenderlo sottogamba.
So per certo che non sarò mai uno da voli di cross strepitosi, mi creo troppi limiti mentali a terra, che in aria continuano a crescere. 

Un giorno, trascinato da un amico, mi sono fatto convincere ad accompagnarlo a fare un corso SIV, per fargli compagnia. Così ho partecipato anche io ad un corso SIV sul lago di Garda con Alessio Casolla.

Era il 2014, volavo già da alcuni anni; i vecchi volatori mi hanno sempre detto che in realtà non serviva, che era inutile andarsi a cercare dei problemi provocando certe configurazioni volontariamente, con il rischio di spaventarsi e smettere di volare, che tanto le chiusure sarebbero arrivate comunque e che quindi non serviva andarsele, appunto, a cercare. Niente di più sbagliato!

E’ stata la cosa migliore che ho fatto dopo aver deciso di iniziare a volare in parapendio. Sarei dovuto andare molto prima! Forse non subito finito il corso, ma appena uno riesce a prendere confidenza col volo e con la vela, dovrebbe fare un corso SIV, senza aspettare troppo. Altrimenti si creano delle fisse mentali, delle abitudini, spesso non sempre corrette, che poi sono difficili da eliminare.

La manovra che più mi preoccupava e che tuttora (purtroppo) mi preoccupa, è lo stallo, infatti non l’ho fatto al corso SIV (con un po’ di rammarico).

Avrei dovuto farlo all’ultimo volo e quel giorno il vento era un po’ troppo sostenuto per i miei gusti, ho visto qualche decollo non proprio ortodosso, ed allora ho preferito non decollare. Non ero dello spirito giusto.

Tuttora, mi preoccupa perché temo di non essere abbastanza bravo per saperlo gestire. Anche se probabilmente è come per tutte le altre manovre che non avevo mai affrontato e che poi ho fatto durante il corso SIV. 

E’ più grande la preoccupazione di quello che poi è in realtà.

Ho sempre pensato, per esempio, che la chiusura frontale asimmetrica fosse chissà che, così come pensavo che la chiusura frontale simmetrica fosse un evento spaventoso e così via. In realtà sono molto meno traumatizzanti di quello che uno si aspetti. O almeno, di come me le aspettavo io !

Prima di fare il corso SIV non ho mai dovuto fare i conti con chiusure importanti (E neanche dopo, sono un conservativo per l’appunto), pensavo a cosa sarebbe successo in caso di problemi ; mi aspettavo qualcosa di veramente particolare e spaventoso. In realtà, facendo le manovre, ho visto che sono molto meno traumatizzanti di quello che mi aspettavo. Per me, è stata maggiore la preoccupazione per quello che si sarebbe dovuto fare, di quella che è poi la reale difficoltà nel farlo.

Forse, la cosa più utile del corso SIV, è stata proprio questa. Farmi capire che in realtà erano più le “menate” che mi facevo io, di quello che è in realtà gestire un inconveniente in volo. Ora, dopo il corso SIV, volo senz’altro più conscio di quello che può comportare una chiusura o un qualche altro inconveniente. Volo senz’altro più tranquillo, più sicuro e più consapevole delle dinamiche del volo.

Fortunatamente sono stato spronato del mio amico. Andare in coppia, psicologicamente mi ha aiutato. Si è subito creato un bel legame anche con gli altri partecipanti al corso. 

Eravamo tutti nella stessa barca e ci siamo subito sentiti in confidenza. 

Quando sei appeso sotto la vela ci sei tu, solo con te stesso.  Avere, però, a terra qualcuno con cui si è affiatati per scambiarsi pensieri, timori e soddisfazioni può rendere senz’altro l’esperienza più piacevole e produttiva.

Fate un corso SIV, non ve ne pentirete!

Oggi, diciamo che non ho più la foga degli inizi, cioè, che non devo volare a tutti i costi. Se le condizioni sono molto deboli, anche se non volo da un po’ posso anche farne a meno, diciamo che se è più la fatica di ripiegare che quella di volare, allora preferisco passare direttamente alla birretta post-volo!

Per me volare significa muoversi, non sono interessato all’acrobazia, mi piace fare della strada (anche se ne faccio poca!). Mi piace la sensazione di essere in aria, di muovermi con lei. L’idea di salire e di fare dei chilometri, in pratica con uno “straccio” sopra la testa, mi stupisce tutte le volte che succede.

Come ho già detto, da pilota anziano sono più abituato a tirare il freno che a lanciarmi in sfide, anche con me stesso. Per quello penso di rendere di più durante le gare (anche se non sono particolarmente interessato a vincere la gara in se, quanto a vincere la sfida con me stesso) che quando volo da solo. Avere un obiettivo (una task, un compito da svolgere) mi costringe a cercare di perseguirlo. 

Se sto volando per conto mio, inizio ad avere pensieri negativi, che limitano il mio volo, come l’idea di rimanere a metà tragitto e farmi venire a prendere da qualcuno, oppure si fa strada il pensiero di non raggiungere il posto prestabilito, o che non troverò un’altra termica che mi permetterà di salire e resterò perso in giro come un cretino e così via. 

Il corso SIV mi ha aiutato anche in questo rendendo la mia mente un po’ più libera di pensare solamente al volo.

Spero, con questo articolo, di essere stato di aiuto a chi, come lo sono stato io, è ancora indeciso sull’affrontare un corso SIV o meno.

Buoni Voli!

                                                                                                                                      Stefano

PHI – Beat

Hannes Papesh scatenato! 
La casa Austriaca non smette di sfornare novità a ripetizione.

Ultimo annuncio, l’arrivo di un nuovo EN B (si, un altro!) di casa PHI : BEAT.

Al momento sono disponibili solo alcune immagini, siamo in attesa di maggiori dettagli su caratteristiche e dati tecnici, comunque sembra che andrà a prendere posto fra il Tenor e il tanto amato Maestro…Stay tuned !

Nova ION 6

NOVA continua ad alzare il livello, dopo aver reclutato a fine 2019 Thèo de Blic nella sua scuderia, ora, lancia sul mercato un design “praticamente nuovo” per questo ION 6, che ha 51 celle, 5,19 di allungamento e 4,7 kg per la taglia S, e mostra alcuni cambiamenti notevoli. 

In primo luogo, la lunghezza del fascio è significativamente più breve, riducendo anche la distanza tra il pilota e l’ala. 

Questo, secondo NOVA, si traduce in una maggiore maneggevolezza diretta, oltre che in un vantaggio nel decollo: è necessario meno spazio per allargare l’ala e si gonfia più rapidamente.
Parola di NOVA!

Inoltre, hanno anche ridotto la campanatura dell’ala, che rende la rende più piatta, per un migliore smorzamento del rollio. La ridotta campanaturs, inoltre ha comportato anche un aumento dell’allungamento proiettato, che è passato da 3,52 nel modello precedente a 3,84 in questo nuovo ION 6. L’allungamento piatto, tuttavia, è aumentato solo leggermente, da 5.16 a i 5.19 .

ION 6 ha delle bretelle speciali, le stesse che vengono utilizzate, ad esempio, sia nel MENTOR 6 (EN/LTF B+) che nel SECTOR (EN/LTF C). 

Speciali come? 

Durante l’accelerazione i cordini A3 subiscono meno accorciamento, rispetto a A1 e A2, questo aumenta la stabilità della vela nel volo accelerato. 

Per il resto le bretelle sono disegnate come al solito 🙂 

Le marcature colorate per destra e sinistra, che continuano anche sulle maniglie dei freni (e sui moschettoni degli imbraghi Nova…che chicca…) permettono di verificare facilmente se tutto è agganciato correttamente. 

A proposito, anche la disposizione dei cordini è facile, in quanto lo ION 6 ha i cordini principali, il freno e lo stabilo con guaina che segue lo schema di colori raccomandato dalla PMA: 

A – rosso, B – giallo, C – blu, freno – arancione, cordini stabilo – verde.

Sulla carta tutto ok…attendiamo che grandi voli confermino i dati rilasciati da NOVA…a proposito:

 

Dati tecnici

  XXS XS S M L
Numer cassoni                  51
Apertura alare proiettata 8,38 8,82 9,26 9,66 10,10
Projected  area 18,30 20,28 22,34 24,34 26,38
   
Apertura alare reale 10,51 11,06 11,61 12,12 12,62
Superficie reale 21,28 23,57 25,97 28,30 30,67
Allungamento reale                   5,19
Lungezza cordini 5,75 6,08 6,41 6,71 7,01
Line consumption 213 224 236 246 257
Profondità massima del profilo 2,52 2,65 2,78 2,90 3,02
Peso 4,20 4,45 4,70 5,00 5,30
Legal take-off weight 60-80 70-90 80-100 90- 110 100-130
Certificazione (EN/TLF) (B) B B B (B)

Parapendio tandem: il bello di vivere un’avventura condivisa

Hai mai sognato di volare? Oggi puoi farlo davvero: spiccare il volo in modo semplice e sicuro è possibile provando un volo in parapendio tandem (o biposto). Il parapendio è un mezzo molto semplice, economico, ecologico, di facile apprendimento e l’attrezzatura di volo è un’ala (vela per gli addetti) alla quale è ancorata, tramite un sistema di fasci funicolari, una seduta per il pilota (imbrago). Nel parapendio tandem, le sedute sono due, una delle quali è appunto quella del passeggero. Per librarsi in aria basta fare qualche passo di corsa scendendo lungo un pendio dolce. Il mezzo viaggia ad una velocità di circa 30-40 km orari, le quote e le distanze percorse variano in base alla bravura del pilota e alle condizioni meteo del giorno.

Di cosa hai bisogno per iniziare?

Non è richiesta nessuna particolare abilità, preparazione o capacità fisica per fare parapendio, ma solamente tanto entusiasmo. Il parapendio tandem infatti, è un’esperienza adrenalinica e al tempo stesso tranquilla e rassicurante. Il mondo visto dall’alto è molto diverso: ogni pensiero o impegno che scandisce il tempo, sembra svanire una volta in aria, per lasciare spazio a sensazioni mai provate prima.

Il parapendio tandem è un’attività che va bene per i giovani e anche per i meno giovani: l’unico impegno richiesto è quello di effettuare una breve rincorsa di pochi metri e di ascoltare attentamente le istruzioni dell’istruttore prima di spiccare il volo.

Parapendio in tandem: come farlo in sicurezza?

La frenesia dei ritmi lavorativi e le difficoltà a trovare del tempo per se stessi sono due dei principali motivi che spingono tantissime persone come te a cercare avventure del genere: sia per provare un senso di libertà ma anche per godere dei bellissimi paesaggi italiani che ogni volo in parapendio permette di scoprire. L’importante è affrontare ogni situazione in sicurezza, e noi di ParaWorld continuiamo ad impegnarci affinché ogni esperienza sia alla portata di tutti e venga supervisionata da personale esperto e qualificato. Sei tu a scegliere il luogo di partenza dove provare per la prima volta o rivivere un volo di parapendio tandem: opta per quello che più ti piace o che si trova vicino a dove abiti.

Qualcosa di particolare?!

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Hai mai pensato di vivere un’esperienza del genere in compagnia di un’atleta di fama mondiale? Con ParaWorld puoi fare un volo in parapendio con Nicole Fedele, componente della squadra Nazionale Italiana di parapendio, medaglia d’oro ai Campionati Europei 2012, vincitrice della Superfinale di Coppa del Mondo 2012, medaglia di bronzo individuale e argento a Squadre ai Campionati Mondiali 2013 e detentrice di 8 Record del Mondo. Il volo con Nicole Fedeleti permetterà di ammirare i meravigliosi panorami friulani e sloveni, alla scoperta del fascino naturalistico che quelle zone regalano dall’alto. Puoi scegliere tra diverse location per il decollo che abbiamo selezionato appositamente per te e goderti al massimo questa avventura!

Come prenotare la tua prima esperienza di volo

Che tu voglia vivere questa avventura da solo o in compagnia oppure se stai pensando di fare un regalo così particolare da lasciare senza parole chi lo riceve, ParaWorld è la scelta giusta. Tra le tante proposte disponibili cerca il volo più adatto alle tue esigenze.

Cosa aspetti? Vivi al massimo la tua avventura in volo!